FERITE EMOTIVE

Nella mia lunga e ormai trentennale esperienza lavorativa nel campo della salute naturale e delle medicine alternative,

ho aiutato, ascoltato, confortato migliaia di clienti.

La mia più grande gratificazione e soddisfazione è contribuire al benessere e alla cura di una persona, sia di natura fisica che emozionale che psicologica.
Il mio lavoro è anche quello di avvicinare le persone o ricreare rapporti interrotti, anche da molto tempo per dissidi o conflitti.

Ho fatto in modo che, già al primo incontro, le persone si sentissero in un ambiente protetto, accogliente, ascoltate e non giudicate ma libere di parlare e di esprimere tutte le loro più profonde emozioni e stati d’animo.

Devo dire che sono felice del risultato ottenuto e del rapporto di empatia e fiducia reciproca che si è instaurata con ciascuno di loro e che, con molti, dura da tanti anni.

Amo molto il mio lavoro perché credo che la prevenzione e la cura con metodi naturali risveglino il nostro medico interiore e siano di grande aiuto in tutte le condizioni fisiche e psicologiche.

I clienti mi hanno aiutata molto nella mia
crescita personale stimolandomi sempre a ricercare, studiare e sperimentare
prima su di me, la tecnica o il trattamento imparato.

Sono molto affascinata dalla psicosomatica: ogni sintomo fisico è un disagio mentale o fisico o emozionale.


Per questo sono stata sempre spinta a ricercare la causa e l’origine di ogni disturbo o malattia durante il mio lavoro.


Il piede con la riflessologia plantare è lo specchio del nostro corpo, nel piede riesco a interpretare il disagio fisico, ma anche emozionale o psicologico della persona.

Tutte le emozioni sono collegate ad un organo e ad un un sistema fisiologico ed energetico del nostro corpo.

Cosa vuol dire somatizzare?


Se tratteniamo le nostre emozioni e non le esprimiamo, esse rimangono intrappolate dentro provocando uno squilibrio prima a livello energetico, poi emozionale fino a congelarsi nel corpo con l’espressione del disturbo o della vera e propria malattia.

Noi stessi ce la procuriamo, è data dal nostro agire e pensiero sbagliato, è un conflitto tra la mente e l’istinto.

Il nostro corpo somatizza nella materia quello che lo spirito subisce nell’anima.

La malattia ti indica che hai sbagliato strada, che devi cambiare un comportamento, un atteggiamento, uno stile di vita o relazione.

Quelle che chiamiamo ferite emotive sono dei conflitti, lutti, abbandoni, separazioni che abbiamo vissuto in passato e che hanno appunto, lasciato una ferita registrata nel nostro inconscio e nella nostra memoria cellulare.

Occorre andarle a riconoscerle, trasformarle e guarirle prima che si trasformino in una vera e propria malattia.

E’ mio principale intento fare prevenzione e ricercare immediatamente nella persona che viene in studio da me, la causa del suo disagio.
Questo è l’aspetto che più mi affascina del mio lavoro perché ho assistito a vere e proprie guarigioni fisiche, traumatiche ed emozionali e sono molto felice di aver dato il mio contributo per alleviare tante difficoltà.

Le mie doti empatiche fanno sì che le persone si sentano ascoltate, libere di esprimersi in un ambiente protetto (anche nel mio settore vige il segreto professionale) e di sfogare tutti tutti i loro sentimenti senza essere criticate o giudicate.

Ho potuto sempre più riscontrare che hanno un gran bisogno di confidarsi, di parlare, perché si sentono sole, e spesso, non hanno nessuno con cui farlo.

C’è paura nell’esprimere i propri sentimenti di rabbia, di tristezza, di preoccupazione, di paura per timore di offendere qualcuno, di perdere l’amore o di essere giudicati.

Si perde così l’autenticità, l’essere sé stessi e il dire la nostra verità.

Questa è la causa di una somatizzazione molto frequente nelle persone: la cervicalgia.

Il collo rappresenta il collegamento tra la testa (pensiero) e il tronco (azione) e la nostra capacità di fare delle scelte, prendere una decisione, quella più giusta per noi, , ma molto spesso non siamo coerenti.

Quando facciamo le cose controvoglia perché la mente ci porta da una parte, ma l’inconscio vorrebbe fare altro, questo diventa un peso che va a somatizzarsi nel nostro collo.

Domandiamoci: “Voglio veramente fare quella cosa, o mi pesa?”

Per avere una situazione di omeostasi ed equilibrio psicofisico, dovremmo sempre ascoltare il nostro inconscio che ha sempre ragione per il nostro benessere.

Altro motivo di questo sintomo è dato dal fatto che spesso non siamo coerenti con ciò che pensiamo e ciò che facciamo, non diciamo la nostra verità e ciò che pensiamo veramente.

Questo lo riscontro molto di frequente:
le persone non dicono o non esprimono il loro parere, o si fanno andare bene situazioni non accettate, per una serie di paure.

Dobbiamo essere più veri e sinceri, con noi stessi e con gli altri.

“La verità vi rende liberi” dice Gesù nel Vangelo di Giovanni.

Avere il coraggio di dire ciò che pensiamo, accettando il fatto che ognuno ha la sua opinione, che non è una verità assoluta.

Ogni persona reagisce alle situazioni in base al suo vissuto, alle emozioni che ha provato rispetto ad un episodio o una esperienza della sua vita, non lo possiamo sapere, ma abbiamo il dovere di rispettare gli altri e il loro pensiero, e viceversa.viceversa.

La paura, tutte le paure, sono il contrario dell’amore.

Se siamo nell’amore del cuore non esistono più paure, sensi di colpa, giudizi, critiche perché siamo in quella pace interiore che ci fa stare bene e in pace con tutto e con tutti, i siamo più in contatto con noi stessi e con la nostra anima che ci porta ad essere sempre carichi di energia.

Credo che dobbiamo concentrarci molto di più su questo e non sui sentimenti negativi che invece tolgono moltissima energia.

“La mente mente, il corpo non mente mai” diceva S. Freud.

Siamo nati, e ancora prima i nostri genitori e i nostri nonni, in un periodo in cui l’educazione ci ha insegnato che prima di tutto vengono i “doveri”: il lavoro, la casa, i figli….

E noi come persone? Le nostre esigenze? I nostri bisogni?

Annullati!

Sapete a quale somatizzazione corrisponde quanto detto sopra?

Al mal di schiena! Soprattutto lombalgia e sciatalgia.

“Troppi doveri e pochi piaceri” informo sempre i miei clienti sofferenti di questo disturbo.

Ahimè! Ho dovuto constatare in tutti questi anni che il 90% delle persone ne soffre o ne ha sofferto almeno una volta nella sua vita.

Insegno e insisto sempre molto di prendersi tempo per loro stessi, ogni giorno, almeno un’ora, sforzandosi in un primo momento, perché non si è abituati, ma piano piano si capisce e si sente il beneficio di andarsi a fare una passeggiata,
leggersi un libro, andare in palestra, dedicare tempo ad un hobby , ecc.., ecc..
E’ molto importante farlo!

Ci sono persone che mangiano esageratamente, diventando obese, semplicemente si buttano nel cibo per colmare un vuoto affettivo: il loro unico bisogno è l’amore che, forse, non hanno ricevuto da piccoli.

Fino a ché non entrano in contatto con loro stessi guarendo quel bambino interiore che ha tanto sofferto, avranno sempre una mancanza dentro.

Donne piene di cellulite nelle gambe per una grande rabbia somatizzata per non sentirsi rispettate dal partner o sul lavoro e non riuscire a rispettarsi loro stesse.

Dubbi, preoccupazioni, ansietà provocano insonnia.

Quando non sopporti una persona, non la digerisci viene acidità allo stomaco, reflusso o coliche se si accumula rabbia non sfogata.

Quando ti senti solo e triste,
basta un minimo colpo di freddo per prenderti il raffreddore:

il corpo piange.

Il mal di gola e l’abbassamento della voce

ti assale quando hai tante cose da dire e non hai con chi sfogarti o confidarti.


La pressione sale quando non esprimi le che emozioni che veicolano nel sangue (emo=sangue, zione=azione) e sei imprigionato dalla paura.

Le artrosi avvengono quando la tua mente non si apre,
sei troppo rigido e anche i muscoli si contraggono.

La diarrea è un atto di difesa dell’organismo che vuole eliminare ciò che percepisce come una paura e non lo vuole eliminare ciò che percepisce come una paura e non lo vuole sentire, così lo elimina.

La stitichezza ti indica che hai dei segreti nel tuo inconscio che ti otturano e non trovi chi ti comprenda senza giudicarti.

Il nervosismo aumenta i respiri, come se ti mancasse l’aria, causando dolori al petto ed emicrania.

Senza parlare dello stress.

Ci vorrebbe un capitolo a parte.

Questi sono alcuni esempi.

Alla base di tutto c’è la non conoscenza di questi bisogni.

La malattia non è cattiva, ma ti avvisa che stai sbagliando cammino.

Ascolta il tuo corpo ed impara a guarire lo spirito: non c’è altra medicina che il tuo stesso sentire possa darti.

Siamo medici di noi stessi, ascoltiamoci o facciamoci aiutare prima di ammalarci sul serio!

Il mio compito è soprattutto questo, quando vengono in studio, di portare loro a conoscenza e consapevolezza del bisogno o emozione inconsci.

Parlandone, è come se si accendesse una lampadina, una illuminazione e spesso hanno crisi di pianto, è come scoperchiare una pentola in ebollizione e tutto viene fuori, come una liberazione di tante emozioni per troppo tempo trattenute.

Li tranquillizzo dicendo che va bene così, perché la consapevolezza è la via della guarigione.

Conoscendo il motivo e l’emozione negativa, si acquisisce la libertà, una libertà di scelta, se rimanere in quella condizione o decidere di fare un cambiamento.

La mia vita cambia perché io cambio.

Questo è il vero successo delle mie terapie!

Ho imparato e lo insegno, a vedere il lato positivo di una persona o di una situazione.

C’è il buono e il cattivo, c’è il bello e il brutto, c’è il nero e il bianco, c’è il buio e la luce, c’è la gioia e il dolore, in tutto c’è una dualità, quello che dobbiamo imparare a fare è guardare l’altra faccia della medaglia, il positivo e la luce.

Solo così possiamo fare un cambiamento radicale dentro di noi per stare bene e trovare l’amore e la serenità.

“Sai cosa si fa quando non se ne può più? Si cambia”.
(Alberto Moravia).

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da cuore a cuore Milva

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